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Mini Droni dotati di vari sistemi di rilascio per agenti irritanti come gas lacrimogeni o capsicum: singole artifici o con diffusori di varia natura.




VANTAGGI

I vantaggi non sono pochi rispetto il lancio tramite i normali lanciagranate: viste le quote non troppo elevate, il rischio di impatti traumatici è praticamente nullo, è possibile inoltre colpire con migliore precisione determinati punti degli schieramenti e soprattutto, raggiungere gruppi ostili che si nascondano alle spalle di manifestanti più pacifici. Oltretutto, con una portata prima impensabile per questi artifici (se lanciati tradizionalmente) e con in più, documentazione video a tutela dell’operato.



Caratteristiche e impiego

Del cosiddetto gas lacrimogeno o tear gas, impropriamente definito allo stato gassoso in quanto solitamente impiegato sotto forma di soluzione, ne esistono varie formulazioni: quelle ad oggi maggiormente conosciute sono l’orto-clorobenziliden-malononitrile (gas CS), l’oleoresin capsicum (gas OC, o spray al peperoncino), la dibenzen(b,f)-1,4-ossiazepina (gas CR) e il cloroacetofenone (gas CN); in Inghilterra prevale l’uso del nonivamide (PAVA) nonchè della sua versione non infiammabile (PAVA 2).

I lacrimogeni vengono impiegati sotto forma di candelotti o granate che, a seguito del repentino riscaldamento del contenitore, vaporizzano la soluzione in essa contenuta sotto forma di aerosol, ovvero di sistemi quasi stabili di particelle solide o liquide, disperse in atmosfera e delle dimensioni non superiori a 15-20 micron, le quali possono quindi essere inalate causando una forte irritazione.



Due less than lethal

Non sappiamo se quello israeliano sia il debutto assoluto di questi strumenti, di certo, il primo ampiamente documentato dai media. Sono note e sin dal 2014, altre interazioni, come lo Skunk riot control copter della sudafricana Desert wolf, in grado di utilizzare lanciatori di Pepperball (caricati con capsicum o altro). Il Cupid della texana Chaotic moon invece e sempre nel 2014, sarebbe stato il primo ad utilizzare uno stungun tipo Taser.



In Italia, ad esempio, questi agenti irritanti sono in dotazione alle Forze di Polizia sotto forma di granate, le quali possono essere lanciate a mano o tramite l’impiego di uno strumento cosiddetto “lancia artifici” denominato GL 40/90; le granate al gas CS, ovvero l’orto-clorobenziliden-malononitrile, sono costituite da cilindri di metallo caratterizzati da un innesco il quale, trascorso un determinato tempo T dal lancio, ne riscalda rapidamente il contenuto provocandone l’evaporazione e la conseguente sua diffusione nell’area circostante.


Anche letali

Come abbiamo visto sin qui, tutte applicazioni less than lethal ma che hanno sollevato polveroni mediatici circa il “vettore”: come se il drone avesse autonomia decisionale. Non solo è ovviamente comandato da un operatore, ma in merito al lancio di lacrimogeni… addirittura più sicuro. Lo stesso dicasi anche per le altre soluzioni: è pur sempre un operatore che impiega a distanza, gli stessi strumenti che già vengono utilizzati normalmente e “localmente”.

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